Per l'allenatore · lo spogliatoio prima della partita

Il discorso prima della partita, scritto bene in dieci minuti.


Dieci minuti al fischio. Nello spogliatoio le borse sono aperte sulle panche, l'odore di pomata si mescola a quello della doccia che qualcuno ha dimenticato di chiudere, un ragazzo si allaccia i tacchetti per la terza volta. Il tuo vice ti sfiora la spalla e ti dice: «quando vuoi tu». In mano hai una scheda stampata in sala tecnica trenta minuti fa, con quattro riquadri scritti a penna in grafia stretta. Guardi i ragazzi. Loro aspettano che tu cominci.

Il discorso prima della partita non si improvvisa, anche quando sembra improvvisato. Si costruisce nella settimana, si sistema la sera prima, si tiene in testa per tutto il viaggio in pullman. L'errore, quando arriva, raramente sta nelle parole: sta nell'ordine delle idee, che si mescolano sotto la pressione del momento e fanno dire cinque cose dove ne bastava una.

La sera prima è il momento di metterlo in riga. Il mattino è troppo vicino: la testa gira attorno alla formazione e alle facce dei ragazzi in colazione. La sera prima il contesto è ancora lento, e un discorso scritto lì arriva nello spogliatoio già un po' asciutto.

Il metodo

La traccia in quattro quadranti

Una traccia breve, su un foglio A4, che l'allenatore prepara da solo nel suo ufficio o a casa. Non la legge mai ai ragazzi: la scrive per sé, per avere il discorso in ordine quando entrerà nello spogliatoio. L'idea di fondo è quella che molti chiamano analisi SWOT, portata dentro la settimana dell'allenatore e vestita per la sua partita.

I quadranti si guardano in una sequenza che non è casuale.

Debolezze

Dove la squadra, questa settimana e contro questo avversario, fa più fatica. Cose su cui migliorare — non difetti da nascondere.

Opportunità

Le occasioni che la partita offre, e che aiutano a migliorare proprio quelle debolezze. Vengono dal contesto: come giocano gli altri, chi manca, come è messo il campo, chi arbitra.

Punti di forza

Quello che la squadra sa fare bene e che in questa partita conviene usare davvero. Non un elenco da magazzino: le due o tre cose che, oggi, fanno la differenza.

Minacce

Quello che può andare storto per cose che non dipendono da te. L'avversario ha un suo piano, il campo ha le sue buche, l'arbitro una sua sensibilità, il tempo può cambiare. Le minacce si fronteggiano — con le forze che hai.

La logica che lega i quadranti si tiene in una frase: posso migliorare le debolezze sfruttando le opportunità, e uso i punti di forza per far fronte alle minacce. Quando l'allenatore entra nello spogliatoio con questa traccia in testa, il discorso smette di essere un elenco e diventa un ragionamento.

Alla fine c'è una riga che l'allenatore dice alla squadra. Una sola. La chiamiamo frase chiave perché tiene insieme i quattro quadranti nella partita di quel giorno — la chiusura, quello che i ragazzi si portano in campo.

Un esempio compilato

Come sta in piedi, su una partita qualunque

Trasferta di sabato, avversario che in casa corre molto e tiene palla. A metà stagione, dopo una vittoria e due pareggi.

Debolezze

Ultime due partite abbiamo perso tanti duelli a centrocampo nei primi venti minuti. Se cominciamo male, la testa si abbassa e il piano salta.

Opportunità

Loro partono alti nel primo quarto d'ora, per prendere il campo subito. Se li lasciamo venire e poi li sorprendiamo in verticale, i duelli si spostano più avanti e la nostra prima linea è più libera.

Punti di forza

Dopo il ventesimo noi giochiamo meglio: i due esterni leggono bene gli spazi, il regista alza i ritmi. Quelli sono i nostri venti minuti.

Minacce

Campo stretto e pesante, oggi piove forte. L'arbitro fischia poco: bisogna non lamentarsi e restare sul pezzo.

Oggi ci prendiamo i venti minuti dopo il primo colpo, e non lo molliamo più.

L'allenatore non ha parlato di come si gioca a calcio: ha messo insieme la sua squadra e l'avversario di quella partita, fuori dalla teoria. La frase chiave non promette niente — tiene insieme il discorso e dà una direzione che sta in una riga.

La scheda A4 in bianco

Scaricala e usala per la tua partita di sabato: i quattro quadranti nella sequenza del metodo, una riga per la frase chiave, due campi in testata per partita e data. Niente logo, niente immagini.

Scarica la scheda (PDF, una pagina)

Dall'altra parte dello spogliatoio

Cosa sentono i ragazzi in quei dieci minuti

Il lato atleta

Nei dieci minuti prima del fischio i ragazzi sono già dentro la partita: cuore più in alto, stomaco un po' stretto, la testa che fa prove. È la tensione normale che precede una gara, la stessa che li tiene svegli quando il gioco comincia.

Un discorso con una traccia chiara li aiuta a metterla in riga. Dei quattro quadranti non ricorderanno tutto — ricorderanno la direzione. La frase chiave finale è lì apposta: resta appesa sopra la loro testa come uno striscione piccolo e pulito, da leggere mentre si corre.

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